disturbo ciclotimico età evolutiva

Cos’è il disturbo ciclotimico?

La ciclotimia, o disturbo ciclotimico, è una forma meno grave del Disturbo bipolare, con il quale condivide oltre all’insieme d’appartenenza, anche la sintomatologia, che tuttavia si manifesta in forma più lieve, seppure con un decorso episodico e cronico.

Il disturbo ciclotimico è caratterizzato da un’alterazione dell’umore che si manifesta attraverso episodi in cui si alternano sintomi ipomaniacali e sintomi depressivi.

L’oscillazione dell’umore alterna fasi di iperattività, creatività e spirito d’iniziativa, a fasi di apatia, ipersonnia, lentezza di riflessi e difficoltà di concentrazione, e seppure i sintomi si presentano con un’intensità lieve sono tuttavia concentrati in episodi frequenti, generando complicazioni di ordine psicosociale e impatto negativo sul funzionamento globale.

La ciclotimia è un disturbo che tende ad un decorso lungo, con esordio molto spesso precoce (durante l’infanzia e la prima adolescenza) e che precede in molti casi lo sviluppo di altri disturbi dell’umore, primo su tutti un disturbo bipolare.

Sintomi del disturbo ciclotimico secondo il DSM-5

I criteri diagnostici necessari al fine di effettuare una diagnosi di ciclotimia sono i seguenti:

  • Per almeno 2 anni (1 anno nei bambini e negli adolescenti) sono registrati periodi con sintomi ipomaniacali che non soddisfano i criteri per un episodio ipomaniacale e numerosi periodi con sintomi depressivi che non soddisfano i criteri per un episodio depressivo maggiore;
  • Durante questo periodo di 2 anni l’alternanza tra periodi ipomaniacali e depressivi occupa la metà del tempo e l’individuo non è stato senza sintomi per più di 2 mesi;
  • Non sono mai stati soddisfatti i criteri per un episodio depressivo maggiore, maniacale o ipomaniacale;
  • I sintomi non sono meglio spiegati da altri disturbi e non sono attribuibili agli effetti fisiologici di sostanze, e ad altre condizioni mediche;
  • I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Come si manifesta il disturbo ciclotimico?

Il disturbo ciclotimico si manifesta attraverso oscillazioni dell’umore, che varia da periodi di ipomania caratterizzati da picchi d’euforia, diminuzione del sonno ed eccitazione, seguiti da periodi di episodi depressivi con disforia, caratterizzati da umore depresso e irritabile, con ostilità, imprevedibilità, lunaticità, incoerenza, inaffidabilità e indifferenza.

Il susseguirsi di queste alterazioni causa un disagio significativo, influendo sulle attività sociali, interpersonali e sul funzionamento di altre aree importanti.

Le manifestazioni, il decorso e le caratteristiche della ciclotimia hanno elementi comuni sia ai disturbi dell’umore, come depressione e bipolarismo, che ai disturbi di personalità, come il disturbo borderline. E’ importante e necessario, quindi, riuscire a distinguere fra i vari disturbi, anche per l’utilizzo di trattamenti specifici e mirati.

Sviluppo e conseguenze del disturbo ciclotimico

La ciclotimia è un disturbo che tende a durare molti anni; esordisce precocemente nella vita, tra i bambini l’età media di esordio è 5/6 anni, e viene spesso considerato come un fattore di predisposizione ad altri disturbi dell’umore.  In particolare, circa il 15-25% dei pazienti con ciclotimia sviluppa in seguito un disturbo bipolare.

La diagnosi di ciclotimia non è semplice, dato che anche altri quadri diagnostici possono presentare rapidi e intensi cambiamenti di stato, che coinvolgono oscillazioni della sfera affettiva pertanto, in alcuni casi, è necessario effettuare una diagnosi differenziale al fine di poter escludere la presenza di un disturbo bipolare, disturbo depressivo e di disturbi correlati o dovuti a condizioni mediche.

La maggior parte dei bambini con disturbo ciclotimico trattati in contesti psichiatrici ambulatoriali presenta condizioni psicopatologiche in comorbilità.

Come si cura il disturbo ciclotimico?

I trattamenti volti alla cura dei disturbi del disturbo ciclotimico variano da bambino a bambino a seconda delle cause poste alla base dell’insorgenza del disturbo e includono terapie comportamentali, psicoterapia familiare e talvolta una combinazione tra questi diversi approcci.

Di fondamentale importanza sono gli interventi sulla famiglia al fine di strutturare uno spazio di comprensione del disturbo che favorisca le modalità di interazione e le dinamiche funzionali per un approccio alle difficoltà attraverso risorse e strategie specifiche.

Nella prima e seconda infanzia, vengono molto utilizzati percorsi neuropsicomotori, finalizzati a un lavoro sull’armonizzazione dei processi di sviluppo psicomotorio, sulla regolazione emotivo – comportamentale e sui processi di sviluppo.

Negli anni successivi, soprattutto se sono palesi manifestazioni di disagio emotivo o manifestazioni psicopatologiche associate, è consigliabile valutare l’inserimento in un percorso di psicoterapia o comunque un inquadramento psicodiagnostico e una presa in carico globale ed integrata, volta a valutare le migliori opzioni di trattamento, considerando anche l’integrazione di farmacoterapia dove opportuna.

Inoltre, data la fondamentale importanza del contesto relazionale nel lavoro terapeutico, il coinvolgimento della famiglia è indispensabile nel trattamento delle problematiche relative all’età evolutiva.

Disturbo ciclotimico e terapia cognitivo-comportamentale

Nella terapia cognitivo – comportamentale, in generale, lo scopo è quello di aiutare il soggetto, a partire dal problema presentato, a raggiungere maggiore consapevolezza, per poi arrivare a sviluppare maggiori abilità e di conseguenza maggiore adattamento personale e sociale.

Naturalmente, quando il soggetto del lavoro è un bambino, talvolta molto piccolo, bisogna adattare il progetto terapeutico all’età cronologica e alle caratteristiche di sviluppo del bambino. Inoltre, data la fondamentale importanza del contesto relazionale nel lavoro terapeutico, il coinvolgimento della famiglia è indispensabile.

Di seguito, indicazioni generali di trattamento, basate su protocolli ad orientamento cognitivo - comportamentale standardizzati ed evidence based e su alcune indicazioni presenti nelle linee guida per il trattamento dei disturbi dell’età evolutiva. Resta chiaro che le indicazioni sottostanti sono generali e di massima e vanno poi selezionate e adattate al singolo soggetto e alla situazione.

In ogni caso, va considerata l’utilità di:

  • percorso di parent training : coinvolgimento attivo dei genitori per una corretta interazione con i figli, attraverso: training specifici, percorsi psicoeducativi, interventi parent mediated (strategie di intervento mediate dai genitori;

Quando il soggetto ha un’età cronologica e caratteristiche di sviluppo che lo consentono:

  • psicoterapia cognitivo – comportamentale, strutturata a seconda dei casi anche sull’utilizzo di: psicoeducazione, alfabetizzazione emotiva; monitoraggio e lavoro sulla consapevolezza della relazione fra eventi, pensieri, emozioni e comportamento.

In generale, il lavoro ha lo scopo di supportare il bambino nel processo di riconoscimento e ristrutturazione modificazione dei pensieri disfunzionali e delle emozioni negative associate al disturbo.

In secondo luogo, il lavoro ha anche lo scopo di facilitare e stimolare il cambiamento dei comportamenti disadattivi che contribuiscono e mantenere il problema ed il disagio emotivo associato.

  • strutturare un intervento che coinvolga la scuola e la conoscenza di come si manifesta e di come viene vissuta e gestita la problematica all’interno del contesto scolastico e di classe.
Soffri di questo disturbo ? Parliamone.