disturbo ossessivo compulsivo

Cos’è il disturbo ossessivo compulsivo?

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è un disturbo molto diffuso, si stima infatti la sua presenza in un individuo su 50, colpisce sia uomini che donne e si sviluppa maggiormente intorno alla prima età adulta.

Il DOC è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.

Per ossessioni si intendono pensieri, impulsi o immagini mentali che si presentano ripetutamente nella mente del soggetto, risultano intrusivi, impossibili da controllare, vengono percepiti come fortemente indesiderati e sono fonte di disagio e causa di ansia.

Le compulsioni invece sono comportamenti o azioni mentali ripetitivi, che il soggetto si sente costretto a mettere in atto in risposta all’ossessione nel tentativo di neutralizzarla, seguendo regole che devono essere applicate rigidamente.

Le manifestazioni legate al DOC (ossessioni e compulsioni), sono differenti da quelle presenti nelle normali preoccupazioni o in alcuni comportamenti ripetitivi presenti in età evolutiva, in quanto sono eccessive e pervasive, e persistono oltre gli appropriati periodi evolutivi.

Le ossessioni e le compulsioni possono essere di varia natura e colpiscono svariati ambiti della vita del soggetto.

Criteri diagnostici secondo il DSM – 5

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è caratterizzato da presenza di ossessioni, compulsioni, o entrambi:

Le ossessioni sono definite da:

  1. Pensieri, impulsi, o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e indesiderati e che causano ansia e disagio marcati;
  2. Il soggetto cerca di ignorare o di neutralizzare questi pensieri, impulsi o immagini o di sconfiggerli con altri pensieri e/o azioni (cioè mettendo in atto una compulsione).

Le compulsioni sono definite:

  1. Comportamenti ripetitivi (come: lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (come: pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che il soggetto si sente costretto a mettere in atto nel tentativo di gestire l’ossessione e che devono seguire rigide regole di applicazione e di sequenza;
  2. I comportamenti o le azioni mentali (rituali mentali) sono finalizzati a prevenire o diminuire l’ansia e il disagio o a scongiurare alcuni eventi temuti; tuttavia, questi comportamenti messi in atto a tale scopo, non sono collegati in modo realistico con quello che sono destinati a neutralizzare o a prevenire, e anche quando può esserci un nesso, sono chiaramente eccessivi.

Nei bambini piccoli con DOC spesso non è ancora sviluppata la capacità di spiegare le ragioni di questi comportamenti  o delle azioni mentali.

Le ossessioni e le compulsioni fanno consumare molto tempo al soggetto affetto (più di 1 ora al giorno) e causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo e in altre aree di vita importanti.

I sintomi ossessivo – compulsivi non sono attribuibili agli effetti di una sostanza o ad altra condizione medica.

Il disturbo non è meglio spiegato dai sintomi di un altro disturbo psicopatologico.

I diversi tipi di DOC:

Nel tentativo di arginare la vastità di espressione tipica del disturbo sono state costituite alcune sotto-categorie al fronte di stabilire l’ambito maggiormente colpito dal DOC:

  • DOC da contaminazione paura di contrarre malattie, di entrare in contatto con germi e batteri, di sporcarsi: il soggetto evita i luoghi in cui è maggiormente esposto alla contaminazione e qualora entri in contatto con la situazione temuta tenterà di alleviare il disagio provocato mettendo in atto rituali di pulizia.
  • DOC da controllo si riferisce al controllo di tutto ciò che può produrre catastrofi e incidenti: il soggetto apporterà ripetuti controlli ad azioni come chiudere il gas, le porte e le finestre, l’interruttore della luce, e cercherà costante conferma di non essere responsabile di un evento negativo, o si chiederà se ha fatto tutto il possibile per evitarlo.
  • DOC da ordine e simmetria intolleranza verso tutto ciò che è disordinato o fuori posto: i soggetti tendono ad ordinare ed allineare secondo l’ordine che li soddisfa (in ordine di dimensione, colore, forma) gli oggetti, gli indumenti, i capelli, o tutto ciò che ritengono asimmetrico o disordinato.
  • DOC da superstizione legato al timore che determinate azioni, o gesti possano causare l’esito degli eventi: il soggetto prova un’intensa paura in presenza di condizioni o oggetti negativi ed è perseguitato dalla paura che eventi gravi possano accadere a sé stesso e alla sua famiglia. Presenza di rituali volti a neutralizzare gli effetti negativi che un determinato suono, un numero o una parola pronunciata in determinate circostanze possono provocare.
  • Ossessioni pure il DOC talvolta presenta ossessioni senza compulsioni, che possono essere di tipo aggressivo, religioso, sessuale o sociale.

Come si manifesta il disturbo ossessivo compulsivo?

Le manifestazioni tipiche del Disturbo Ossessivo Compulsivo variano a seconda dell’ambito maggiormente colpito dal disturbo: nel caso del DOC da contaminazione, ad esempio, il soggetto sente il bisogno di evitare la frequentazione di luoghi o situazioni in cui teme il contagio, e mette a punto una serie di rituali di pulizia e sterilizzazioni che possono durare anche ore, al fronte di neutralizzare gli effetti derivati dal contagio temuto.

Per estensione il DOC da contaminazione non riguarda solo il contatto con sporcizia, escrementi, immondizia o altre sostanze disgustose, ma può riferirsi anche ad un contagio derivante dal contatto con situazioni considerate impure, sgradevoli, o contrarie alla morale di appartenenza, come i peccatori, o ancora il male, il diavolo etc. Per tanto, il soggetto affetto da un DOC di questo tipo farà il possibile per evitare il contatto con il fattore ritenuto contaminante.

Nel caso del DOC da controllo, il soggetto, temendo di provocare catastrofi e sentendo la responsabilità di ciò che avviene come dipendente dal proprio controllo e dal proprio comportamento, attua una serie di comportamenti volti proprio al mantenimento di tale controllo: rubinetti, interruttori, portiera dell’auto, porta di casa, finestre etc. vengono controllati costantemente, e il soggetto, non essendo sicuro di aver controllato bene e di poter causare un danno ad altri a causa della propria irresponsabilità, ripeterà una serie infinite di volte i suoi “check” coinvolgendo spesso i famigliari o gli amici  per ottenere conferme e rassicurazioni.

Anche nel caso del DOC da superstizione il controllo sugli eventi ha un ruolo centrale nelle manifestazioni del disturbo, ma riguarda nello specifico il timore di ciò che potrebbe accadere in presenza di un numero, una frase, una parola, un oggetto a cui viene attribuito un potere scaramantico.

I rituali che seguono il contatto con l’oggetto in questione servono a neutralizzare il potere dello stesso.

Le azioni rituali, di controllo, scaramantiche, le ripetizioni, la ricerca dell’ordine, dell’equilibrio, della perfezione, accomunano, seppure attraverso diverse espressioni, i vari tipi di DOC.

Cause del disturbo ossessivo – compulsivo:

Le cause che portano allo sviluppo del DOC sono oggetto di numerosi studi, tuttavia, il disturbo ha un’origine complessa, verosimilmente correlata a più ordini di fattori in interazione fra di loro.  Come per tutte le condizioni psicopatologiche è dunque complesso parlare di fattori causali definiti. Possiamo tuttavia individuare alcuni fattori di predisposizione.

Fattori temperamentali: sintomi internalizzanti, emotività negativa e inibizione comportamentale in età infantile  sono possibili fattori di rischio.

Fattori ambientali: ambienti fortemente normativi e rigidi rispetto all’importanza del rispetto delle regole, del controllo, della colpa e della morale; abuso fisico e sessuale.

In alcuni bambini si può sviluppare un esordio improvviso, che è stato associato a diversi fattori ambientali, tra cui agenti infettivi e una sindrome autoimmune post – infettiva. Fattori genetici: Il tasso di DOC tra i parenti di I grado degli adulti con DOC è molto alto e la rilevanza di disfunzioni a carico della corteggia orbitofrontale, della corteccia cingolata anteriore e dello striato suggeriscono la presenza di fattori genetici e strutturali rilevanti nell’esordio della sintomatologia.

Sviluppo e conseguenze del disturbo ossessivo compulsivo

Nel 25% dei casi l’esordio del DOC avviene entro i 14 anni di età. L’età media di esordio è la prima età adulta e gli esordi dopo i 35 anni sono rari ma possibili. I maschi hanno un’età di esordio più precoce rispetto alle femmine e presentano in modo più frequente l’associazione con il disturbo da tic. Quasi il 25% dei maschi ha un esordio prima dei 10 anni di età. L’esordio acuto è raro e in genere il disturbo si manifesta in modo graduale.

Il disturbo ossessivo compulsivo, se non curato,  tende alla cronicizzazione, e nel tempo risulta invalidante: il soggetto affetto da DOC a causa dei continui rituali, dei check e delle ripetizioni che possono intensificarsi nella durata,  tende a trascorrere molto tempo ad espletare le suddette azioni; inoltre i continui evitamenti di luoghi, persone e situazioni ritenuti responsabili di contagi o disastri conducono inevitabilmente all’isolamento e danneggiano il funzionamento sociale dell’individuo, anche perché la quantità di tempo trascorso a compiere i rituali lascia ben poco spazio a qualsiasi altro genere di azione.

Le ossessioni inquinano non solo i pensieri ma anche le interazioni sociali.

Inoltre in ambito lavorativo il problema principale risulta essere quello di svolgere mansioni compatibili con il proprio disturbo.

Come si cura il disturbo ossessivo compulsivo?

Nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo le terapie ritenute maggiormente efficaci risultano la terapia farmacologica e la terapia cognitiva.

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, molte ricerche documentano l’effetto dei farmaci antidepressivi SSRI (o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e della clomipramina (un antidepressivo triciclico). Tuttavia, i farmaci, anche quando efficaci (e talvolta lo sono e sono indispensabili nelle forme gravi), non risolvono i meccanismi centrali all’origine del disturbo e comportano, quindi, un notevole rischio di ricaduta in caso di sospensione del trattamento farmacologico.

La psicoterapia cognitiva rappresenta il trattamento psicoterapeutico più indicato per bambini, adolescenti e adulti affetti da DOC. Naturalmente, essendo un  trattamento di tipo cognitivo-comportamentale, si avvale di tecniche cognitive e di tecniche comportamentali, basate su protocolli di efficacia provata.

Disturbo ossessivo compulsivo di personalità  e terapia cognitiva

L'elenco che segue è puramente indicativo

  • contratto terapeutico: si stabiliscono gli obbiettivi condivisi da paziente e terapeuta e i loro rispettivi compiti (es. compiti a casa per il paziente);
  • storia del disturbo: si ricostruisce l’esordio del disturbo dalle prime manifestazioni e si monitora lo stato attuale;
  • schema di funzionamento del disturbo: costruito attraverso un percorso degli episodi più recenti in cui la persona si è sentita ansiosa o preoccupata;
  • esplorazione della storia di vita e dei significati del disagio;
  • individuazione e messa in discussione della natura e dell’insorgenza dei pensieri disfunzionali che si collocano alla base del disturbo;
  • apprendimento di tecniche e metodi di desensibilizzazione sistematica volti alla gestione dell’ansia e, ad una riduzione dell’evitamento
  • esposizione guidata e graduale ai pensieri evitati e agli episodi che generano l’evitamento;
  • prevenzione delle ricadute: importante è la consapevolezza per il paziente della possibilità che possa presentarsi una ricaduta, in questa fase si elaborano gli strumenti necessari per essere in grado di individuarla ed essere pronti a fronteggiarla.
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