disturbo schizofrenico ed altri disturbi psicotici

Cosa sono i Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici?

La denominazione Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici incorpora una serie di disturbi caratterizzati da anomalie psicopatologiche che si esprimono in ambito sociale, interpersonale, relazionale, cognitivo e percettivo, attraverso deliri, allucinazioni, pensiero ed eloquio disorganizzato, comportamento motorio disorganizzato o anormale, catatonia, ed una vasta sintomatologia che differisce per durata e modalità d’espressione, a seconda degli ambiti maggiormente intaccati dal disturbo.

I disturbi dello spettro della schizofrenia comprendono:

  • Disturbo schizotipico di personalità : prevede delle alterazioni nei contenuti del pensiero che ruotano intorno a tematiche quali la credenza di essere oggetti di un complotto, credenza di un collegamento tra situazioni tra loro slegate, credenze bizzarre e pensiero magico. Il sistema di credenze e percezioni che caratterizza il disturbo schizotipico di personalità influenza il comportamento che trova espressione nell’esasperazione di concetti come la superstizione, la chiaroveggenza, la telepatia e un’accentuazione dei sensi.
  • Disturbo delirante: prevede la presenza di deliri per almeno un mese. I deliri possono avere varie tematiche, pertanto il delirio può essere erotomanico , convinzione che qualcuno sia innamorato del soggetto delirante, di grandezza , convinzione di possedere grandi doti o di fare grandi scoperte, di gelosia , convinzione di essere oggetto di continue infedeltà, di persecuzione , convinzione di essere oggetto di cospirazioni, seguito, spiato, molestato o ingannato, di tipo somatico in cui il tema centrale coinvolge funzioni e sensazioni corporee, misto , in cui nessuna tematica è prevalente, senza specificazione , non include nessuna delle tematiche individuate. È importante specificare se i deliri in questione hanno contenuti di natura bizzarra , ovvero se sono non plausibili, incomprensibili e non derivano dall’esperienza di vita reale,
  • Disturbo psicotico breve: comporta l’esordio improvviso dei sintomi comuni, ha una durata di almeno un giorno ma meno di un mese, e può contenere o meno marcati fattori di stress, in questo caso i sintomi si manifestano a seguito di eventi che risulterebbero marcatamente stressanti per chiunque o al contrario si manifestano a seguito di circostanze definite stressanti in maniera altamente soggettiva. Questo tipo di disturbo può esordire anche in relazione al postpartum e può presentare catatonia.
  • Disturbo schizofreniforme: i sintomi primari, deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento psicomotorio disorganizzato e catatonico e sintomi negativi sono identici a quelli della schizofrenia, ciò che li differenzia è la durata, che per soddisfare i criteri diagnostici di questo disturbo, deve essere maggiore di un giorno e inferiore ad un mese.
  • Schizofrenia: i sintomi comportano una gamma di disfunzioni cognitive, comportamentali ed emotive che persistono per un periodo consistente, ma tuttavia non sembrano essere il risultato diretto di alcuna singola caratteristica. Certi segni del disturbo devono persistere per almeno 6 mesi e possono manifestarrsi attraverso una affettività inadeguata, umore disforico, un ritmo sonno/veglia disturbato e disinteresse riguardo l’alimentazione.
  • Disturbo schizoaffettivo: prevede la presenza dei sintomi comuni agli altri disturbi annoverati in questa categoria, con in aggiunta un’associazione che soddisfa vari disturbi dell’umore, primo fra tutti il disturbo depressiovo maggiore. Il disturbo è associato al malfunzionamento sociale e lavorativo.
  • Disturbo psicotico indotto da sostanze, farmaci o dovuto ad altre condizioni mediche: le caratteristiche essenziali del disturbo psicotico dovuto a sostanze prevedono una valutazione dei sintomi in associazione agli effetti fisiologici indotti dall’assunzione di farmaci, e ciò è previsto anche per quanto concerne il disturbo psicotico dovuto ad altre condizioni mediche che non includono altri disturbi mentali, pertanto quest’ultima deve essere identificata quale eziologia della psicosi.
  • Catatonia: la catatonia può verificarsi come espressione di vari disturbi, ed è definita da gravi deficit in ambito psicomotorio che possono manifestarsi attraverso una marcata riduzione delle reattività all’ambiente, marcata agitazione, stereotipia, mutismo. La manifestazione clinica della catatonia può essere sorprendente in quanto le alterazioni psicomotorie possono oscillare tra una quasi del tutto assente reattività ad una peculiare ed eccessiva attività motoria.

Sintomi dei Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici secondo il DSM-5

La categoria di disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici comprende quell’insieme di anomalie psicopatologiche registrate nei seguenti cinque ambiti:

  • Deliri : convinzioni non modificabili anche alla luce di evidenze contrastanti il quale contenuto può comprendere un’ampia varietà di tematiche tra cui persecuzione, convinzione di essere oggetto di aggressioni, molestie e/o danneggiamenti, che rientra tra le forme deliranti più comuni, riferimento, convinzione che stimoli ambientali, commenti, gesti siano rivolti a se stessi, grandezza , la credenza di avere eccezionali capacità, fama, potere, erotomanici, convinzione infondata di essere destinatario dell’amore di qualcuno, nichilistici , convinzione che si verifichi un evento catastrofico, somatici preoccupazioni riguardo la salute a il funzionamento degli organi.
  • Allucinazioni: esperienze percettive che si verificano senza che vi siano stimoli esterni, sono vivide e chiare e sfuggono al controllo volontario in quanto sono vissute e percepite come reali. Le più comuni sono quelle uditive che si presentano solitamente come voci, familiari e non, distinte dai propri penieri.
  • Pensiero disorganizzato (eloquio): si deduce dall’eloquio dell’individuo che può passare da un argomento all’altro mostrando un deragliamento o allontanamento dei nessi associativi, e talvolta può risultare incomprensibile in quanto gravemente disorganizzato, le risposte alle domande possono essere completamente non correlate.
  • Comportamento motorio grossolanamente disorganizzato e anormale (catatonia compresa): tale comportamento può presentarsi in vari modi, e il comportamento catatonico è uno di questi, ed indica una marcata diminuzione della reattività all’ambiente. Altre manifestazioni sono i movimenti stereotipati ripetuti, sguardo fisso, mutismo ed ecolalia.
  • Sintomi negativi: particolarmente significativi sono la diminuzione dell’espressione delle emozioni che comprende una riduzione delle espressioni facciali delle emozioni, del contatto visivo, dell’intonazione dell’eloquio e dei movimenti di mani, testa e volto, responsabili solitamente di una maggiore enfasi dell’eloquio, l’ abulia si riferisce ad una riduzione nelle attività finalizzate volontarie spontanee, ed un esempio esemplificativo dell’abulia è quando un paziente resta seduto a lungo mostrando scarso interesse nei confronti di attività lavorative e /o sociali. Altri sintomi negativi riguardano l’ alogia che implica una riduzione della produzione verbale, l’ anedonia cioè la diminuzione della capacità di provare piacere da stimoli positivi, l’ asocialità , mancanza di interesse nelle interazioni sociali.

Come si manifestano i Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici?

Il comportamento manifesto di questa categoria di disturbi è comune a tutti i disturbi per quanto concerne le espressioni tipiche dei sintomi, ciò che può variare è la durata, la tematica caratterizzante i sintomi, il livello di compromissione degli ambiti maggiormente colpiti dal disturbo, e l’associazione ad altri disturbi.

Isolamento, confusione, tumulto emotivo, compromissione cognitiva, del funzionamento lavorativo, interpersonale, relazionale, alterazione del comportamento e della propria capacità di giudizio sono espressioni tipiche dei disturbi citati con un particolare incremento delle disabilità in ambito psicomotorio proprie della catatonia che è al tempo stesso una manifestazione associata a vari disturbi nonché essa stessa un disturbo.

Sviluppo e conseguenze dei Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici

Lo sviluppo della patologia dal suo esordio alla remissione dei sintomi varia a seconda del tipo di disturbo considerato:

  • Disturbo schizotipico: generalmente l’esordio avviene durante la prima età adulta, ha un andamento spesso costellato da una serie di episodi depressivi e psicotici, presenta una risoluzione che culmina con l’isolamento in risposta al senso di estraneità caratteristico di questo disturbo.
  • Disturbo delirante: presenta un funzionamento globale migliore rispetto alla schizofrenia, una compromissione circoscritta ad uno scarso funzionamento lavorativo e la tendenza all’isolamento sociale. Comportamento apparentemente normale se si escludono le tematiche riguardanti i deliri.
  • Disturbo psicotico breve: generelmente esordisce durante l’adolescenza e la prima età adulta e data la natura episodica delle sue manifestazioni tipiche, si risolve nel giro di un mese con una completa remissione dei sintomi.
  • Disturbo schizofreniforme: allo stesso modo della schizofrenia le manifestazioni psicotiche hanno esordio tipicamente tra la tarda adolescenza e la prima maturità, spesso in maniera improvvisa e insidiosa, attraverso una verietà di segni e sintomi clinicamente significativa, tra cui sintomi depressivi, una compromissione cognitiva persistente anche in caso di remissione degli altri sintomi, e ciò indica la disabilità associata alla malattia.
  • Disturbo schizoaffettivo: l’età tipica di insorgenza è la prima età adulta e il periodo totale di malattia è di circa sei mesi suddivisi in tre modalità di manifestazione dei sintomi che nei primi due e nell’ultimo mese sono in prevalenza psicotici, mentre nei tre mesi centrali in aggiunta si associano a sintomi depressivi.
  • Disturbo psicotico indotto da sostanze/farmaci ed altre condizioni mediche: questo disturbo si manifesta tipicamente attraverso deliri e allucinazioni che tuttavia devono il loro esordio all’abuso di un farmaco o all’esposizione ad una tossina, pertanto la distinzione da un disturbo psicotico primario  è possibile considerando l’insorgenza successiva all’esposizione ad un farmaco, alla sua assunzione o all’astinenza derivante dalla mancata assunzione di quest’ultimo, nonché il cambiamento dei sintomi in relazione al farmaco assunto o alla tossina a cui si è esposti.

Come si curano i Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici?

Affinche si possa procedere con la cura dei disturbi compresi in questo insieme è necessario isolarne le cause e le relative manifestazioni dei sintomi, trattandoli singolarmente e isolandone gli effetti.

Nel caso in cui ad un disturbo psicotico sia associato un disturbo dell’umore è necessario abbinare ad un percorso psicotarapico un trattamento farmacologico, consigliabile anche nei casi più gravi e non necessariamente associati ad altri disturbi, in modo da ottenere una remissione dei sintomi immediata, così da poter procedere con la terapia. Attualmente l’approccio maggiormente accreditato nella risoluzione dei disturbi di cui si è argomentato è quello cognitivo-comportamentale.

Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici e terapia cognitiva

L'elenco che segue è puramente indicativo

  • contratto terapeutico: si stabiliscono gli obbiettivi condivisi da paziente e terapeuta e i loro rispettivi compiti (es. compiti a casa per il paziente);
  • storia del disturbo: si ricostruisce l’esordio del disturbo dalle prime manifestazioni e si monitora lo stato attuale;
  • schema di funzionamento del disturbo: costruito attraverso un percorso degli episodi più recenti in cui la persona si è sentita ansiosa o preoccupata;
  • esplorazione della storia di vita e dei significati del disagio;
  • individuazione e messa in discussione della natura e dell’insorgenza dei pensieri disfunzionali che si collocano alla base del disturbo;
  • apprendimento di tecniche e metodi di desensibilizzazione sistematica volti alla gestione dell’ansia e, ad una riduzione dell’evitamento
  • esposizione guidata e graduale ai pensieri evitati e agli episodi che generano l’evitamento;
  • prevenzione delle ricadute: importante è la consapevolezza per il paziente della possibilità che possa presentarsi una ricaduta, in questa fase si elaborano gli strumenti necessari per essere in grado di individuarla ed essere pronti a fronteggiarla.
Soffri di questo disturbo ? Parliamone.